le mie foto sono piatte, piane, appiattite, bidimensionali. sono mosse, sfuocate, stralunate, come colpite da un battito e portate via con me. sono foto di riflesso, immediate, intraviste, a volte davvero riflesse. sono scattate attraversando situazioni e superfici, altre sono solamente scritte, altre ancora mancate. e poi ci sono i pali, e la gente che lavora o semplicemente sta lì, e io. assolutamente a colori. per ora.
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venerdì 13 maggio 2011


questo scatto è un mistero, perlomeno per me.

l'ho postato in molti luoghi. se non ricordo male almeno quattro, in flickr,
su tre forum di fotografia molto diversi fra loro, e adesso anche qua.

da nessuna parte ha ricevuto commenti.
è passato sotto silenzio. come se non ci fosse stato.
a me questo scatto piace, fra i miei è fra quelli che mi piacciono di più.
nei primi dieci.

è uno scatto imbroglione, malinconico, lineare e calmo.
fatto di bianco, di azzurro, di verde, e di sole che se ne va.
di parole più o meno sfocate che rievocano luoghi, persone, nazioni, siti web.

è una foto di una foto non fatta da me che racconta qualcosa di me.
ed è venezia.

lo scatto dello sticker lo trovate qui
ovvero sulle pagine flickr di martino metelli che profondamente ringrazio
sia per lo scatto che mi ha regalato sia per i suoi bellissimi scatti urbani.

per chiudere, fra il serio e il faceto, sontag scrive (cit. p. 3)
collezionare fotografie è collezionare il mondo
io austria e georgia ce le ho!